17 Agosto 2023

Cascate del Salabrone e del Pelicotonno e anello Selva del Lamone
Qualche anno fa, un articolo del National Geographic declamava: “il bosco di Biancaneve esiste ed è il Bosco del Sasseto”…Sbagliato! O meglio, solo parzialmente corretto: senza nulla togliere a quello di Torre Alfina, sicuramente affascinante e bellissimo, se c’è un posto che può essere considerato la quintessenza del bosco dove potrebbero aggirarsi stregoni, elfi, fate e folletti, questo è sicuramente la Selva del Lamone a Farnese.
Entrando nella Selva del Lamone si entra proprio in un’altra dimensione, quasi onirica, fatta di luci, ombre, sassi coperti di muschio, rami scossi dal vento, strani suoni…Insomma, un’esperienza da non perdere.
Il trek di oggi inizia con due belle cascate create dal fiume Olpeta, quella del Salabrone (più alta e quindi, forse, più scenografica) e quella del Pellicotonno.
Dopo un po’ d’asfalto, si entra nella riserva.
La prima parte segue il sentiero n 4, chiamato anche “sentiero etrusco” perché, lungo il percorso, si incontra, per prima cosa, la Tomba del Gottimo. Dopo aver percorso una tagliata caratterizzata da evidenti tracce di tombe etrusche, sulla destra si incrocia un sentiero che conduce alla tomba in stile vulcente. Databile intorno al V-IV secolo a.C., la tomba del Gottimo, appartenuta probabilmente ad una importante famiglia gentilizia, presenta una complessa architettura che richiama quella della casa etrusca.
Dopo essere tornati sui propri passi per pochi metri, si prende a destra e, dopo essere entrati nella Selva, in un ambiente davvero suggestivo, si incontrano le rovine dell’acropoli dell’antica Rofalco.
Rofalco fu una vera fortezza costruita dagli Etruschi nel IV secolo a.C. e probabilmente distrutta dal Console Romano Tiberio Coruncanio al momento della conquista di Vulci da parte di Roma.
Le tracce di un grande incendio sono tutto quello che rimane dell’ultima battaglia che qui si combattè circa nel 280 a.C.
Rofalco si estende per circa 2 ettari, oggi quasi integralmente dentro la selva.
Ma 2400 anni fa le cose erano molto diverse.
Appena dopo Rofalco, si incontra il sito geologico di Rosacrepante, vasto ed affascinante anfiteatro di lava (forse un cratere di esplosione generato dall’incontro della lava incandescente con un acquitrino) formato da migliaia di macigni grigi di ogni forma e dimensione.
Superato il sito, si prosegue, sempre dentro la selva, sul sentiero n. 3 detto “dell’acqua” dove sono visibili degli stagni, detti “lascioni”.
L’ultima parte del percorso coincide con il “sentiero dei briganti”, un comodo, lungo stradone che ci riporta alle auto.
Nota: è consigliato avere pantaloni lunghi ed almeno 2 litri di acqua.
Additional Details
Luogo di ritrovo - Campo sportivo di Sferracavallo
Orario di ritrovo - 08:00:00
Mezzo - Auto proprie
Tempo - 6h
Distanza - 18 Km
Dislivello salita - 250 m
Dislivello discesa - 250 m
Pranzo - Al sacco
Giro ad anello - sì
Modulo di iscrizione -
Direttori di escursione - Rosa M. Ceino - 3396152500, Alessandro Vignoli - 3515857481
Dotazioni richieste - Scarponi da trekking, Bastoncini, Acqua
Difficoltà - E
