ESCURSIONI IN MOLISE   Il Massiccio del Matese e Tratturi della Transumanza

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Il piccolo centro del Matese ha origini medievali; la sua nascita risale molto probabilmente ai primi decenni del dodicesimo secolo, quando il territorio viene occupato e dominato dai signori Mandolfus, proveniente dalla Germania che qui costruirono una roccaforte. L’origine del nome viene scomposto proprio in “rocca”, dal antica fortezza, costruita in genere in un luogo elevato, e “Mandolfi” dal nome della famiglia che dominò la rocca.
Lo stesso nome subisce però nel corso dei secoli diversi cambiamenti: da Rocca Magenula a Rocca Minolfa, fino a Rocca Ginolfi. Solo dal 1737 viene ad assumere il nome ancor oggi in uso.
La rocca acquista ben presto un ruolo rilevante, anche dal punto di vista strategico, sopratutto per la difesa dell’accesso a questa parte del Matese. Nel 1221, Federico II ne ordina la distruzione proprio per evitare una resistenza ad oltranza al suo potere.
L’ordine finale viene eseguito nel 1270 per volere di Carlo D’Angiò. Le prime notizie attendibili che abbiamo
sul castello risalgono al 1195, anno in cui era in corsola guerra tra le truppe sveve dell’imperatore Enrico VI e quelle di Tancredi D’Altavilla, i quali si contendevano il Regno di Sicilia.
Ma lo stesso feudo fu al centro della famosa guerra del Molise, nel 1221, quando il conte Tommaso di Celano, vi si rifugiò dopo aver lasciato al sicuro la propria famiglia e gran parte delle truppe al proprio seguito nel Castello di Boiano. Purtroppo la scelta non fu molto felice, il conte Tommaso dovette lasciare il castello durante la notte e rifugiarsi a Celano. Il castello subì così un lungo assedio, al termine del quale tutte le terre del conte di Molise furono confiscate.
Le mura originarie del Castello erano tipicamente mura difensive, molto spesse, e protette da ben cinque torri, una delle quali decisamente più grande ed imponente delle altre.
La rampa di accesso, scavata direttamente nella roccia, immergeva in una sorta di atrio di cui oggi il piano terra è leggermente più alto rispetto a quello originale. Il piano di residenza dei nobili doveva essere molto confortevole ed ampio, così come gli spazi destinati al magazzino ed agli armigeri, che dovevano contenere riserve
alimentari per un lungo periodo per la sopravvivenza della fortezza. Ciò che rimane oggi dell’antica roccaforte è purtroppo poca cosa rispetto a quello che si poteva ammirare di una delle fortezze ritenute più sicure di tutto il
territorio molisano.

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